Società Italiana Compositori Musica Contemporanea Festival
“Concerto della Memoria 2026”
in collaborazione con la Società Letteraria di Verona
Filippo Tonon voce recitante
Andrea Dindo pianoforte
MARIO PAGOTTO SALMO 130 “De profundis”
Implorazione dal dolore, ricerca di speranza e redenzione.
GIANLUCA PODIO PAUL CELAN – Fuga di morte
(traduzione di Giuseppe Bevilacqua)
Una delle poesie-simbolo dello sterminio, memoria incisa nel ritmo ossessivo della parola.
GIUSEPPE D’ANGELO ETTY HILLESUM – Dal Diario di Westerbork (1943) adattamento per voce recitante
Canto interiore di compassione e fiducia nell’uomo anche nel cuore dell’orrore.
VALENTINA GRISAFI, GIUSEPPE UNGARETTI – San Martino del Carso
Veglia
Dalla guerra la consapevolezza della fraternità e dell’attaccamento alla vita.
PAOLO QUILICHINI, CESARE PAVESE Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Meditazione poetica sulla presenza silenziosa della morte nella vita quotidiana
EDOARDO LORIA, ANNA ACHMATOVA – Requiem — frammenti
Coro muto delle madri e delle donne nella repressione staliniana.
VITO MANISCALCO, WILLIAM ERNEST HENLEY – Invictus
(con traduzione italiana di Giorgio Caproni)
La dignità dell’uomo che — anche nella prigionia — resta padrone del proprio destino.
Max Pizio, WISŁAWA SZYMBORSKA – Terrorista, lui guarda
Lo sguardo lucido sulla fragilità del nostro tempo e sulla ricostruzione dopo la distruzione.
ANTONIO BELLANDI, MUSA DZHALIL – Barbarie
Un testo duro e incisivo, che denuncia con intensa forza morale la violenza e la disumanità dell’oppressione.
Il concerto non è commemorazione rituale, ma ascolto della coscienza.
Ogni testo offre una diversa prospettiva:
la memoria della Shoah
la dignità dell’individuo
la guerra e la fraternità
la resistenza interiore
la speranza condivisa
la preghiera
La musica del pianoforte dialoga con la parola,
la sorregge, la sospende, la porta oltre il tempo:
un atto di responsabilità civile ed umana.